de inquirenda: l’unica Verità possibile

Una nuova ipotesi

 

  • Mondo esterno come Pensiero

Se fallisce l’ipotesi dell’esistenza della materia come qualche cosa di indipendente dal Pensiero, dovremmo porre un’altra ipotesi per giustificare la presenza in noi delle sensazioni, preservandone l’oggettività (cioè l’indipendenza dal nostro pensiero).

Questa ipotesi non dovrebbe introdurre concetti nuovi e non necessari rispetto a quanto fino a questo punto a noi noto. (Applichiamo il principio del rasoio di Ockam: eliminiamo i concetti inutili)

Fino al momento dell’entrata in scena della materia, noi eravamo certi solamente del nostro Pensiero.

Proviamo quindi ad ipotizzare che il mondo esterno sia semplicemente Pensiero.

Esaminiamo dapprima quali obiezioni possono essere mosse a questa ipotesi, poi ne esamineremo i vantaggi.

 

 

  • Obiezioni e Risposte

Obiezione:

In questo modo si ha una subitanea perdita di realtà del mondo che ci circonda. Il Pensiero è qualche cosa di evanescente, di mutevole, di privo dei criteri di solidità, immediatezza e durata propri della materia.

Quando tocchiamo qualche cosa di duro e pesante abbiamo il senso concreto della materialità del mondo che ci circonda: il Pensiero è invece qualche cosa di impalpabile, sfuggente, privo di peso e consistenza!

Risposta:

Il Pensiero è l’unica cosa della cui realtà siamo certi. Le sensazioni di cui parliamo (peso, durezza, solidità) le cogliamo solo nel Pensiero, anzi sono solo e unicamente Pensiero esse stesse!

E’ la Materia della quale non abbiamo alcuna certezza, e che non contattiamo mai!

 

Obiezione:

Il Mondo esterno perde in sicurezza! Chiudendo gli occhi, non saremmo più sicuri di ritrovare le stesse cose che vedevamo un attimo prima!

La materia è guidata da leggi rigorose e immutabili. Il Pensiero è invece libero e mutevole!

Risposta:

Le leggi fisiche sono tipiche strutture del Pensiero. Un mondo rigorosamente costruito è frutto più probabile di un Pensiero rigoroso che della Materia ottusa e cieca!

 

Obiezione:

Gli esperimenti scientifici ed in particolare quelli medici sul cervello mostrano l’inequivocabile legame tra lo stato fisico del nostro cervello e gli stati psichici del nostro IO!

Risposta:

Anche gli esperimenti avvengono (per quanto ne sappiamo con certezza) solamente nel nostro pensiero.

Essi dimostrano solamente il legame biunivoco tra cervello ed autocoscienza.

 

Ordo et connexio rerum, unum ac idem est ac ordo et connexio idearum. (Spinoza)

Non dimostrano la natura di alcuno dei due, né la priorità di uno sull’altro (cioè non dimostrano la priorità del cervello sul pensiero, quanto quella del pensiero sul cervello!).

In un mondo rigorosamente pensato (creato), non si riscontrano buchi alle regole definite dal Pensiero. Se il nostro corpo è la chiave del nostro agire sul mondo esterno, e del mondo esterno su di noi, troveremo sempre il legame corretto e attivo nei due sensi.

Un bimbo di fronte ad un video-gioco ci dimostra che esso è qualche cosa di reale mostrandoci che i comandi impartiti provocano sempre i comportamenti aspettati!

La risposta a questa obiezione ha però bisogno di un maggiore approfondimento dell’ipotesi avanzata, cioè della realtà del solo pensiero, in particolare relativamente al nostro corpo, come vedremo più avanti.

 

  • Vantaggi della soluzione proposta 

 

  • Logicità

Questa è una soluzione perfettamente logica: utilizza solamente elementi di cui siamo incontrovertibilmente certi: il Pensiero è la realtà di cui abbiamo la massima certezza.

  • Armonia tra IO e Mondo

Con questa soluzione sparisce ogni incongruenza tra il nostro IO ed il mondo esterno: sono entrambe della stessa natura e non si pongono problemi di collegamento tra le due realtà.

Le sensazioni, o meglio, le nostre rappresentazioni del Mondo, che sono Pensiero, sono della stessa natura del Mondo stesso: anzi, in questo modo il Mondo può essere esattamente quello che percepiamo, così come lo vediamo o lo sentiamo.

  • Coerenza con la legge fisica

La legge fisica trova una spiegazione plausibile, cosa che non è possibile in un mondo di materia.

La legge, infatti, non è desumibile dalla materia, ed ha una forma rigorosamente razionale.

La sua natura è esattamente quella delle Intelligenze aristoteliche: puro pensiero che muove il mondo come modello e non come causa efficiente.

E’ perfettamente compatibile solo con un Mondo di puro Pensiero.

  • Le capacità del cervello umano

Si risolve anche l’incongruenza inspiegabile di un nostro cervello, frutto di una evoluzione casuale che ha privilegiato nei millenni le caratteristiche più adatte alla sopravvivenza ed alla riproduzione, e che possiede la capacità di elaborare matematiche superiori, in accordo perfetto con il funzionamento dell’Universo, senza averle mai utilizzate prima. Il cervello si sarebbe sviluppato così del tutto a caso, almeno secondo le teorie evoluzioniste sostenute dai materialisti razionalisti ed illuminati. Il fatto torna spiegabile in un Universo pensato e non nato dal caso.

  • I valori della Persona

Il nostro IO, la nostra Volontà, il nostro Pensiero tornano ad essere realtà vere. La nostra Libertà torna autentica ed i valori eterni della Persona non sono più finzioni dialettiche, che celano l’assoluta impossibilità di far sì che una cosa sia o non sia.

 

  • Un primo modello

Per chiarire l’ipotesi avanzata, proponiamo un esempio che possa costituire un modello di soluzione, non con la pretesa che corrisponda alla realtà, ma per mostrarne la possibilità, indicandone una.

Immaginiamo un grande cervello elettronico, che gestisca migliaia di programmi e archivi di dati. Tra i tanti, esso gestisce anche un videogioco, che viene condiviso con alcuni terminali. Degli innumerevoli programmi del Computer centrale, i terminali vedono il solo gioco: questo è per loro l’unica realtà esistente, con le sue ambientazioni e le sue regole.

Attraverso i terminali alcuni giocatori giocano interattivamente tra di loro: l’ambiente del gioco resta nel computer centrale, ma viene influenzato dall’azione dei giocatori e da quella del computer, che agisce sul gioco secondo le sue regole.

Immaginiamo ora che i giocatori siamo noi, i terminali siano i nostri corpi, ed il Mondo sia l’ambiente del gioco. Resta da definire chi è il Computer, ma a questo punto non è difficile immaginarlo: il Pensiero di Pensiero di Aristotele, Principio unico e primo di ogni cosa

 

 

Chi siamo noi?

 

  • Il modello si perfeziona

Proseguendo nella costruzione del nostro modello, pensiamo ora che terminali e giocatori siano anche essi interni al Computer e che i giocatori siano semplicemente dei Programmi sviluppati per giocare il Gioco, ciascuno con le sue regole ed abilità.

Allora l’intero gioco si sviluppa internamente al Computer, è sorretto e mantenuto da questo, ma si sviluppa in modo libero rispetto al Programma Centrale, seppur secondo le regole da questo fissate.  Questo sembra un buon modello della Realtà che ci costituisce e ci circonda!

  • Pensieri pensanti

Secondo il modello prospettato, o meglio, l’ipotesi che stiamo seguendo, Noi siamo Pensieri Pensanti, costruiti a immagine e somiglianza del Pensiero Centrale e capaci di interagire con Esso (meglio dire con Lui), agendo liberamente sul Mondo che ci circonda attraverso il nostro Corpo: ma Mondo e Corpo sono puro Pensiero.

  • Corpo ed Azione

Come esseri Pensanti, noi abbiamo una zona interna di Pensiero totalmente nostro. Il nostro Corpo appartiene invece al mondo esterno, ma ci è dato come tramite del nostro agire. Quando la nostra Volontà indirizza il nostro pensiero sul Corpo, si ha l’Azione, e cioè la modifica del Mondo esterno (esattamente come agendo sul mouse il giocatore fa variare l’ambiente del Gioco). Nello steso modo il Mondo esterno agisce su di noi: il Corpo è tramite bidirezionale, esattamente come il terminale.

Ecco perché il rapporto biunivoco tra cervello e Mente viene sempre mantenuto, almeno fino a quando rimaniamo nel Gioco.

  • Il Mondo e la Creazione

Il Mondo (con tutte le sue determinazioni, tempo, spazio e leggi fisiche) è uno degli infiniti Mondi Possibili, tutti ugualmente reali nella Mente di Dio (questo è il nome che generalmente viene dato al Grande Computer).

La Creazione è solamente l’atto di Dio di condividere con Noi parte del suo pensiero. Ciò che viene condiviso, è per noi il Creato.

  • La Libertà

Questa ipotesi può, a buona ragione, essere accusata di Panteismo. Accusa dura da sopportare, visto che ad essa si associa sempre quella di Determinismo, cioè quella di impedire la Libertà agli Spiriti diversi dall’Unico che tutto crea e mantiene. In realtà questa accusa è già stata ampiamente superata ancora nella prima fase del pensiero Cristiano-Occidentale con la dottrina Trinitaria.

Una delle dimensioni di Dio, così grande da essere Persona, la Terza, è la Libertà di Dio:
Questo è l’Attributo di Dio che Spinosa ha confuso e sostituito con la Res Extensa (la Materia): questo è l’Attributo che informa tutti i Modi dell’Essere, per rimanere nella terminologia Spinoziana. La libertà dei Modi, cioè delle infinite Creature Divine, fa parte della Natura Divina.

La dottrina Trinitaria ha un’altra apertura verso la Libertà: un Dio formato da più Persone è per sua Natura una Entità strutturata nella Libertà.

  • Il nostro destino

La Realtà di infiniti Mondi rende ugualmente possibile la Realtà di infiniti Spiriti uguali o diversi da noi, che partecipano di differenti Universi: parimenti rende possibile la partecipazione nostra ad altre, differenti realtà, o a quella ineffabile dell’intero Pensiero Divino. Cosa sia la Morte, a questo punto, è lasciato alla Fede.

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