da Cecino, disl, 1100m; bel monte, con cocuzzolo roccioso, per percorso tutto ben indicato. Si prende la stradella in uscita da Cecino verso Est, e si prosegue dapprima in piano, poi con salite sempre più accentuate e continue, passando presso una vecchia presa d’acqua, fino in fondo alla valle, dove si attraversa il torrente, girando a destra, ma subito riprendendo sulla sinistra. Si continua con vari tornanti fino ai 900 metri della cascina Prato della Noce (fontana), dove la strada gira a destra e rimane pianeggiante fino al passo della Fobbiola (956m). Appena superata la cascina (quindi, senza arrivare alla Fobbiola!) si trova l’indicazione m.te Zingla, che indica un sentiero a sinistra che sale su di un costone prativo per un centinaio di metri. Poi, senza alcun senso, visto che una volta si proseguiva diritti (ma oggi i sentieri sono perduti), il segno ci fa girare a sinistra per un lungo (20 minuti) traversone semipianeggiante fino a raggiungere la costa sud-occidentale del monte, dove si gira a destra e si inizia a salire. Giunti poco sotto gli spalti rocciosi della vetta, si gira a sinistra, aggirando la cima da Ovest, su un sentierino un poco infido, fino a raggiungere la cresta Nord, dove si rigira verso destra e si sale alla comoda vetta prativa, con bella Croce. La discesa può essere effettuata per la cresta Sud: si scende per il prato seguendo dei paletti che ci portano all’attacco di un tratto con corda metallica che supera il breve salto roccioso (EE). Poi il sentiero gira a sinistra e si abbassa tenendosi lungo la parete rocciosa, per poi tornare pianeggiante e superare una serie di canaloni, fino a sbucare sulla cresta Sud-Est, dove raggiunge uno straordinario faggeto. Qui il sentiero si tramuta in larga mulattiera e scende zig-zagando su un bellissimo borghetto, Campei de Sima, tramutato in rifugio-bivacco dagli Alpini di Gaino di Toscolano. Da Campei si rientra scendendo sulla destra per poche centinaia di metri per la strada per Gaino, fino a trovare la stradella che risale al passo della Fobbiola (indicata), dove si ritorna al Prato della Noce.