Da Pregasina si sale dapprima al Nodice, poi, ridiscesi alla bocca di Lè , si prende il sentiero in centro, indicato. Il sentiero prosegue in piano, e poi inizia a scendere verso Ledro. Qui occorre fare attenzione, perché il vero percorso si stacca sulla sinistra, con un salto in alto sulla scarpata, e risulta poco visibile. Se scendete troppo, dovete tornare indietro (così feci io a suo tempo). Da qui, non potete più sbagliare, ma il sentiero, che sale di qua e di là dalla cresta che scende da cima de Bal (cima Nora), non è del tutto facile, essendo stretto e talora esposto. Ad un certo punto c’è anche la possibilità di seguire la cresta, per un percorso più alpinistico, che voi eviterete avendone già abbastanza del vostro. Si passa vicino ad una casermetta, dalla parte Pregasina, e poi si prosegue verso la vetta, che si raggiunge dalla parte Ledro. Piccola croce di vetta. Si prosegue in cresta verso Sud, con vari saliscendi. La cima Nora (o cima dei Coi), non viene raggiunta direttamente, ma vi si passa sotto lato Pregasina, trovando più avanti il sentiero che vi sale, ritornando indietro sulla cresta. Non spaventatevi per l’indicazione minatoria: è facile, il difficile viene se volete andare avanti dopo la vetta. Attenti, però, a non cadere nelle trincee che tagliano il sentiero: piuttosto di saltare e sbagliare, girate intorno.
Si torna indietro al bivio, e si prosegue, scendendo alla bocca sottostante. Qui inizia un percorso a saliscendi fino al monte Guil (1322m), da dove si scende verso il passo omonimo. Cento metri sopra il passo, al margine alto del prato, si trova la deviazione a sinistra, all’indietro, per il passo Rocchetta (se scendete al passo Guil, dovete poi scendere fino quasi a cima Mughera per trovare un altro sentiero per p.so Rocchetta). Il passo Rocchetta (1159m) è caratterizzato da un caratteristico picco, verso il lago, traforato da fortificazioni. Si scende poi verso sinistra, si raggiunge una bella malga e poi, girando a destra, si va, un poco in piano, un po’ scendendo, a bocca Larici (907m). Senza raggiungerla, si gira a sinistra e si scende per comoda strada fino a Pregasina, sfiorando, talora, i baratri verso il lago. Arrivo sul sagrato di partenza.